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Donne, cinema ma anche fiction, talento, eleganza e una serata che ha sottolineato l’importanza di una Regione, il Lazio, che da sempre è centrale nell’occupazione nel mondo audiovisovo al Premio Afrodite, che ha raggiunto quest’anno l’importante traguardo del suo primo decennale. L’omaggio dell’Associazione “Donne nell’Audiovisivo Promotion”, guidata da Cristina Zucchiatti e Donatella Senatore (è nata nel 1996 ed è da sempre affiliata alla rete “Women in Film and Television International”, presente in tutto il mondo, in 42 gruppi, per un totale di 10.000 socie) si è trasformato, dunque, non solo nel glamour di una serata come sempre ospitata dagli Studios cinematografici di via Tiburtina, ma, oltre il pink carpet con le attrici e le donne del cinema premiate, la serata di gala condotta da Laura Delli Colli con Andrea Purgatori ha sottolineato il valore che a Roma e nel Lazio il cinema al femminile esprime in tutte le sue declinazioni. Oggi le donne, come ha spiegato Laura Delli Colli, sono arrivate alla parità nei mestieri più faticosi, un tempo solo maschili sul set: sono al lavoro nel reparto dei fonici, portano in spalla la macchina da presa e sono direttori della fotografia come gli uomini, sempre più forti.
La premiazione è stata organizzata con il contributo della Regione Lazio, Lancia, Studios, Ferrovie dello Stato e Carita Haute Beauté.
Miglior film al femminile Corpo celeste di Alice Rohrwacher premiata per la sua opera prima, interpretata da Anita Caprioli (al suo fianco, sul palco) e Pasqualina Scuncia, mentre Paola Cortellesi, protagonista di Nessuno mi può giudicare e C'è chi dice no e sul piccolo “regina” di Zelig, è stata scelta dalla giuria come “personaggio dell’anno”. Vittoria Puccini, invece, è la migliore attrice dell’anno (a consegnarle il premio, Lello Monteverde, con cui ha iniziato la sua carriera) e, sul fronte della commedia, Chiara Francini è la giovane attrice brillante, nel cast di Maschi contro femmine e Amici miei – Come tutto ebbe inizio, premiata da Antonello Fassari. Per la produzione, premio a Tilde Corsi per 20 sigarette.
Tra i riconoscimenti tecnici, applausi per Antonella Cannarozzi, la candidata italiana agli Oscar, migliore costumista grazie a Io sono l'amore di Guadagnino, premiata da Eliana Miglio. E ancora, Monica Maggioni è stata premiata come migliore regista per il documentario Ward 54 e Alda Fendi ha ricevuto il Premio speciale del decennale dalle mani di Cristina Zucchiatti e Donatella Senatore “per la coerenza di un impegno al sostegno e alla promozione della cultura”. A Margherita Buy, diretta da Nanni Moretti in Habemus Papam, è andato il premio Lancia per il cinema, a Luisa Ranieri Carita Haute Beautè, e a Christiane Filangeri il Premio Frecciarosa delle Ferrovie dello Stato. Infine a Giulietta Revel è andata una menzione speciale per il documentario Where is my tomorrow e Valeria Moretti è stata premiata per Clara Schumann, “un’operazione editoriale affascinante e inconsueta

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